Se ami, non devi avere paura
Era il 1960. Il nuovo film di K. Asif con Dileep Kumar e Madhu Bala, Mughle-azam (Imperatore dei Mughal) fu subito dichiarato un successo. Era la storia tragica di amore tra Shekhu (Dileep Kumar) figlio dell’imperatore Akbar (Prithviraj Kapoor) e la bella danzatrice Anarkali (Madhu bala). Imperatore quando viene a sapere che il principe vorrebbe sposare la danzatrice, si arrabbia e fa imprigionare Anarkali (letteralmente “bocciolo di melograno”) e minaccia di farla ammazzare.
“Devi dichiarare che in cambio di soldi hai accettato di rinunciare al matrimonio con il principe, se vuoi vivere”, viene detto a Anarkali. Sembra che non vi sia altra scelta e Anarkali accetta, chiede solo di ballare un’ultima volta nel palazzo reale. Al principe viene raccontato che la bella Anarkali non lo amava da vero e si è venduta per i soldi.
Anarkali arriva al palazzo dell’imperatore e inizia a ballare. Dichiara apertamente il suo amore per il principe e dice che preferisce morire piuttosto di rinunciare al suo amore. Ad un certo punto, tira fuori il coltello dalla cintura del principe e lo porta all’imperatore.
La bella Anarkali non poteva sfidare il potere dell’imperatore e continuare a vivere. In fatti alla fine del film, viene sepolta viva dentro un muro. Ma dopo quasi 50 anni, la sua canzone d’amore “Giab piar kia to darna kia?” (Se ami, non devi avere paura) non mostra segni di invecchiamento. La canzone era subito diventato l’inno degli innamorati indiani.
Dopo alcuni anni, la bella Madhubala morì perché soffriva di un disturbo al cuore, ma il suo nome resta legato a questa canzone.
Da diversi anni, in India le persone omosessuali lottano per far cambiare la legge che criminalizza i rapporti omosessuali. Recentemente la corte suprema indiana ha dato ragione a loro ed ha chiesto il governo di cambiare questa legge discriminatoria. In giugno 2009, durante la seconda parata Gay-Lesbian-Bisexual-Transgender (GLBT), ho visto una coppia di ragazze che portavano la scritta – “Giab piar kia to darna kia“, ciò è, “Se ami, non devi avere paura”.

Caro Sunil, la storia di Shekhu é un cult. mi é capitato di rileggerne una versione di recente in un libro di Khushwant Singh. L’interpretazione di Dileep Kumar rende il film ancora piúda vedere….le donne…non solo indiane, hanno sempre avuto un debole per lui.
La forza del sentimento moroso indiano é amolto forte,nei film, attraverso le canzoni….anche e sopratutto in Bolliwood La nostra societá si basa sulle volgaritá. In India c’é ancora chi crede all’amore con la A maiuscola. quello dei grandi sentimenti.
Mi sorprende molto sapere che si sia utilizzato lo slogan del film per una manifestazione gay….A ben pensare peró,l’Asia sta dimostrando molta piú tolleranza verso gli omosessuali. Il Nepal é stato il primo paese a introdurre una carta di identitá che prevede il genere ibrido o diverso da quello fisiologico….ne ho vista una con i miei occhi a Kathmandu.
Buon tutto
sonia
La storia d’amore tra Shekhu e Anarkali è stata il tema di altri due film di Bollywood, ma è solo il “Mughle-azam” ad essere considerato il film di culto. In quelli anni, si parlava molto della storia d’amore tra i due attori, Dileep Kumar e Madhubala, ma questo amore era ostacolato dal padre di Madhubala per cui la canzone del film sembrava rispondere non solo al trama del film, ma anche alla loro storia personale. La canzone, penso che sia una dichiarazione di ribellione e in questo senso va bene per tutte le situazioni che parlano di amori ostacolati, che siano eterosessuali o omosessuali. In un documentario sull’omosessualità nella cultura islamica girato da Parvez Sharma qualche anno fa, vi era una scena dove un gruppo di transessuali indiani ballavano sulla stessa canzone. La frase è stato ripreso anche in diversi film di Bollywood.
Diciamo allora che la cnzone si adatta bene a molte situazioni. Spesso mi écapitato di vedere, nei film indiani, l’amore inteso come amore ostacolato o impossibile, o difficile. Queste caratteristiche umentano il pathos e l’immedesimazione dei personaggi. Tutti,prima o poi, vivono un amore impossibile. A volte non ce ne accorgiamo, altre facciamo finta di non accorgercene o lo rifiutiamo a prescindere. Il film invece scava in questi rimossi…e lo spetttore rimane con il fiato sospeso. Una degna colonna sonora dunque.
Credi che questo film sia rintracciabile in italia?ho visto che la canzone é su you tube…ma dal lavoro on posso sentirla….ovviamente…:)
Il film originario uscito nel 1960 era in bianco e nero, a parte i 10 minuti intorno a questa canzone che erano già a colori. 2-3 anni fa, avevano colorato il film con qualche tecnologia digitale e il film era uscito di nuovo nei cinema. Penso che i DVD di questa nuova versione a colori siano facilmente reperibili dall’internet con i sottotitoli in inglese!
…per quanto stia cercando di imparare l’hindi e il nepalese attraverso le persone che partecipano ai miei corsi, i sottotitoli in inglese mi sono indispensabili…grazie per la dritta. allora lo cerco come Mughle-azam!
Namaskar